Prima colazione. Bukhara, uno dei principali centri della Via della Seta, raggiunse il massimo splendore durante il periodo samanide, tra il IX e il X secolo, diventando cuore religioso e culturale dell’Asia Centrale.
Giornata dedicata alla scoperta del centro storico, gran parte del quale risale al periodo del khanato (XVI–XVII secolo). Il fulcro della città è la vivace piazza Labi Hauz, dominata da una grande vasca attorno alla quale si affacciano negozi e caffè all’aperto. Visita della maestosa Moschea e del minareto Kalon, del suggestivo Mausoleo di Ismail Samani e della storica cittadella Ark. Si prosegue con le eleganti madrase Kukeldas, Ulug Begh e Aziz Khan, i caratteristici quattro minareti della madrasa di Chor Minor e i vivaci bazar che conservano l’atmosfera millenaria della città.
Seconda colazione. Cena e pernottamento in hotel.
7° GIORNO- Bukhara/Khiva
Colazione in hotel. Mattinata dedicata alle ultime visite della città, inclusa la scoperta del Museo Storico e del celebre Minareto. Partenza in pullman per Samarcanda. Sosta per una seconda colazione con box lunch durante il viaggio. Arrivo e sistemazione in hotel. Cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.
8° GIORNO- Khiva
Prima colazione. Giornata dedicata alla visita di Khiva, autentica gemma dell’architettura islamica e antico centro della Via della Seta tra i meglio conservati. Il suo centro storico, racchiuso da una cinta muraria in mattoni crudi, è stato completamente restaurato, trasformandola in una vera e propria città-museo. Si inizia dall’ingresso ovest, ammirando la splendida madrasa di Amin Khan, il caratteristico minareto Kalta Minor e la storica fortezza “Kunya Ark”, per proseguire tra le suggestive stradine del centro, dove si susseguono numerose madrase e antiche moschee.
Tra le tappe principali, la moschea Juma, costruita sul luogo di culto originario dell’VIII/XI secolo e sorretta da una fitta serie di colonne in legno, e la madrasa Islam Kohja. Durante le visite è prevista una seconda colazione. Cena e pernottamento in hotel.
9° GIORNO- Khiva/Darwaza
Prima colazione. Partenza verso il Turkmenistan, con passaggio della frontiera e proseguimento in direzione del deserto del Karakum, con pranzo lungo il tragitto. Arrivo previsto nel pomeriggio a Darwaza, dopo circa 300 km percorsi con mezzi 4×4, per ammirare la celebre “Porta dell’Inferno”: un’enorme voragine da cui, dal 1971, divampano fiamme alimentate dal gas naturale, offrendo uno spettacolo notturno davvero suggestivo. Sistemazione in yurta, cena e pernottamento.
NB: Le yurte offrono sistemazioni semplici e richiedono spirito di adattamento. I bagni sono esterni e in comune, senza acqua calda. In alcune situazioni, il pernottamento in yurta può essere condiviso da tre partecipanti.
10° GIORNO- Darwaza/Ashgabat
Colazione in hotel. In mattinata partenza in autobus per Ashgabat, la capitale del Turkmenistan. Arrivo e pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio, visita panoramica della città, ammirando i suoi principali punti di interesse, tra cui la Moschea Ertgrul Gazy, il centro culturale Azem, il Monumento alla Costituzione e il Parco dell’Indipendenza. A seguire, visita alle famose scuderie Akhalteke, dove sarà possibile osservare da vicino i rinomati cavalli Akhal-Teke, simbolo nazionale turkmeno, celebri per il loro manto luminoso e la loro eleganza unica. Questi cavalli, considerati tra le razze più antiche e pure al mondo, incarnano la storia e l’orgoglio del popolo del Turkmenistan. Cena e pernottamento in hotel.
11° GIORNO- Ashgabat (escursione a Merv)
Colazione in hotel. In mattinata partenza in autobus verso Mary. Arrivo e pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio escursione all’antica città carovaniera di Merv, un tempo capitale della satrapia achemenide della Margiana, rifondata da Alessandro Magno e prosperata soprattutto durante il periodo dei Selgiuchidi, fino alla sua devastazione ad opera dei Mongoli. Al termine della visita, rientro in volo ad Ashgabat. Cena e pernottamento in hotel.
12° GIORNO- Ashgabat
Colazione in hotel. In mattinata visita del grande mercato coperto, considerato uno dei più celebri dell’Asia Centrale. A seguire, visita della moschea-mausoleo di Turkmenbashi. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio escursione al sito archeologico dell’antica città di Nisa, Patrimonio dell’Umanità UNESCO e prima capitale dei Parti, crocevia culturale tra ellenismo e civiltà asiatiche, con tracce di influenze greche, persiane e locali. Si prosegue con la visita dei resti dell’antica moschea di Anau. Cena e pernottamento in hotel.
13° GIORNO- Ashgabat/Italia
In nottata trasferimento in aeroporto e partenza con volo di linea.
INFORMAZIONI UTILI:
Per viaggiare in Turkmenistan è necessario un passaporto con almeno tre mesi di validità residua e un visto d’ingresso obbligatorio, che non viene rilasciato alla frontiera. Poiché in Italia non esistono rappresentanze turkmene, il visto deve essere richiesto all’Ambasciata del Turkmenistan a Parigi o presso altre ambasciate turkmene all’estero, presentando una lettera di invito di un’agenzia turistica locale. È possibile estendere la durata del visto una volta sul posto, previo pagamento.
Il fuso orario è di quattro ore avanti rispetto all’Italia, che diventano tre durante l’ora legale. La moneta ufficiale è il manat, ma l’uso delle carte di credito è limitato ai principali alberghi internazionali, quindi è consigliabile portare contanti. L’elettricità è a 220 volt e conviene munirsi di un adattatore universale.
Dal punto di vista sanitario, si raccomanda di consultare il medico per le vaccinazioni contro epatite A e B e tifo. L’acqua del rubinetto non è potabile e si consiglia di evitare anche il ghiaccio nelle bevande. Le strutture mediche locali sono inadeguate, anche se ad Aşgabat esiste una clinica turca per le emergenze. È fortemente consigliata un’assicurazione sanitaria che copra anche il rimpatrio o il trasferimento in un altro Paese, e di portare con sé i medicinali di uso personale.
Per telefonare, il prefisso per chiamare l’Italia è 81039, mentre per chiamare dal nostro Paese il Turkmenistan si compone lo 00993. La cucina locale offre piatti semplici e spesso vegetariani, come paste alle verdure, frittelle di granturco, zuppe di fagioli o di grano e zucca, e il tradizionale plov (pilaf) con frutta secca.
Dal punto di vista culturale e comportamentale, è bene evitare di avvicinare le donne locali o di fotografare persone senza consenso. È vietato riprendere edifici pubblici, caserme e personale militare o di polizia.

